Agriturismi occhio alle imitazioni

Agriturismi occhio alle imitazioni

In Italia il settore dell’agriturismo è uno dei più floridi per quanto concerne il turismo in generale. Se il 2013 a quanto pare è stato un altro anno negativo per il turismo in Italia, nonostante le tante parole spese, le idee brillanti, il potenziamento dei voli per certe località e la sostenibilità ambientale, il ramo dell’agriturismo ha fatto registrare numeri positivi.

Il numero di strutture dedicate è in aumento e gli agriturismi sono diventati mete di relax e scoperta delle tradizioni enogastronomiche e in ogni regione si possono degustare prodotti tipici e sapori unici che spesso variano a distanza di pochissimi chilometri. Il tutto è accompagnato da scenari paesaggistici di primissima qualità e borghi cittadini capaci di trasmettere pace e serenità lontana anni luce dai ritmi frenetici di città e metropoli.

Se nel 2012 i viaggi in Italia sono diminuiti del 5,7% rispetto all’anno precedente, soprattutto per quanto concerne destinazioni di mare e montagna, la campagna ha invece segnato un incremento del 52,5% secondo l’ISTAT. Numeri impressionanti insomma, anche se sono gli stessi operatori del settore a lamentarsi del fatto che i regolamenti andrebbero meglio sistemati, visto che fin troppe strutture si stanno definendo agriturismi senza poi esserlo davvero.

Sonia Ricci, assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, ha evidenziato infatti una grave lacuna presente nella L.R. 14/2006, che ha permesso il proliferare di stutture che hanno usufruito di tutti i vantaggi economici e non, concessi ai veri agriturismi

Secondo la normativa italiana, gli agriturismi nascono e vivono come “attività connessa” a quella agricola, dalla quale non possono prescindere, quando invece poi diverse attività in questo settore, dimostrano di fare tutt’altro, acquistando prodotti da altre realtà e spacciandole ai turisti come prodotti da loro. Una falla della legge che ha permesso insomma la nascita d’innumerevoli realtà che di agriturismo hanno ben poco e porta alla necessità di una regolamentazione più severa per evitare la svalutazione del settore dal punto di vista della qualità e dunque dell’immagine.

Post Author: Agriturismiditalia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *