Civita di Bagnoregio - in Lazio la città che muore

Civita di Bagnoregio – nel Lazio “la città che muore”

A pochi chilometri da Orvieto, ma in provincia di Viterbo, Bagnoregio è una delle mete turistiche più visitate in tutta l’area circostante. Civita, storica frazione del paese, raggiungibile solo a piedi e attraverso un ponte in cemento armato, è uno dei simboli della provincia di Viterbo.
Soprannominata “la città che muore”, Civita di Bagnoregio è molto conosciuta per la sua particolare posizione, sulla sommità di una collina, che permette di osservare dall’alto un panorama unico e molto suggestivo.
Il fenomeno dei calanchi, che lentamente erode il territorio circostante, ha portato a una sempre minore sicurezza del borgo e, di conseguenza, a una progressiva emigrazione degli abitanti di Civita.
Molto spesso il problema della progressiva disabitazione è stato evidenziato dalle autorità locali, anche se una sparizione completa del borgo sembra ormai inevitabile, visto il fenomeno naturale che interessa la zona.

Storia Etrusca del borgo laziale

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Il borgo di Civita di Bagnoregio

La storia di Civita di Bagnoregio inizia al tempo degli Etruschi, quando venne edificato un primo centro abitativo sulla strada che univa il Tevere e il Lago di Bolsena. Nella cittadina si fondono la struttura urbanistica di origine etrusca e romana, e l’architettura medievale e rinascimentale. Nonostante dalla fondazione etrusca della città siano trascorsi oltre 2500 anni, rimangono tuttora ben conservati alcuni resti dell’epoca, come la necropoli etrusca nella zona di San Francesco Vecchio, o la Grotta di San Bonaventura, antica tomba etrusca. Già in epoca etrusca il problema dell’erosione era al centro dell’attenzione, motivo per cui gli etruschi prima, e i romani successivamente, progettarono un’ampia rete di canali per consentire a Civita di mantenere i collegamenti con i centri vicini in caso di calamità naturali.
Oltre all’erosione, anche vari fenomeni sismici contribuirono a rendere meno sicura la cittadina viterbese: soprattutto tra il ‘600 e il ‘700, alcuni terremoti devastarono la zona, che da borgo fiorente e produttivo divenne una piccola cittadina quasi disabitata. In seguito al sisma di fine ‘700, in particolare, gran parte degli abitanti abbandona il colle per trasferirsi negli abitati vicini.
La chiesa di San Donato, collocata nella piazza principale, presenta uno stile romanico rivisitato nel ‘500, con alcuni particolari degni di nota all’interno: tra questi, il crocifisso ligneo riconducibile alla scuola del Donatello e un affresco attribuito alla scuola del Perugino.

Non vi resta che venire a visitare Civita di Bagnoregio, e perché no, fare anche un giro nella provincia di Viterbo.

Post Author: Danila Bronico

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