Cosa vedere e sapere di Sperlonga

Cosa vedere e sapere di Sperlonga

Anche se si hanno notizie frammentarie sulla nascita della cittadina di Sperlonga, borgo in provincia di Latina in Lazio, le origini si possono far risalire a partire dal paleolitico per poi arrivare al periodo della colonizzazione greca in cui, proprio nel borgo, nasceva una città spartana chiamata Amyclae. Dell’ epoca romana, invece, alcune delle tante ville che popolano il suo territorio: tra queste, la villa di Tiberio, utilizzata principalmente in funzione dell’industria della pesca, convertita nel VI secolo d.C. a rifugio, viste le frequenti invasioni dei Saraceni.
Dopo le varie dominazioni straniere e le incursioni di pirati e briganti, Sperlonga entrò a far parte prima del Regno di Napoli  poi del Regno delle Due Sicilie, rimanendo però sempre isolata e in uno stato di sostanziale povertà, vista la posizione difficilmente raggiungibile attraverso le strade principali e le forme principali di lavoro basate sull’agricoltura e sulla pesca.
Solo nel 1958, con la costruzione della litoranea Terracina-Gaeta, il borgo si aprì al turismo, iniziando a svilupparsi economicamente e ad uscire dall’isolamento che l’aveva contraddistinta nel corso dei secoli.

Visitare e Sperlonga

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Villa di Tiberio

In seguito, Sperlonga divenne un’ambita meta turistica, frequentata anche oggi da visitatori provenienti da tutto il mondo, grazie anche alle lunghe spiagge che si affacciano sul mar Tirreno, in cui ci si può arrivare da tante stradine che si snodano dal centro del paese.
Molto particolare è la Chiesa di Santa Maria di Sperlonga, datata XII secolo e, dunque,  la più antica del borgo che, con le sue due grandi navate e affreschi del XII secolo, è rimasta intatta nella sua struttura originaria nonostante i vari rimaneggiamenti.
Da non dimenticare la villa di Tibero, risalente al I secolo d.C., che rimane visibile solo in alcune parti; al suo interno sono state rinvenute alcune sculture che riportano somiglianze evidenti con il Laocoonte conservato nei Musei Vaticani.
Secondo alcuni frammenti, gli autori di queste sculture sarebbero proprio Polidoro, Atenodoro ed Agesandro, gli stessi autori del più celebre Laocoonte.

Il dialetto

Una particolarità di Sperlonga è il dialetto locale: dopo i vari passaggi avvenuti, da un dominio all’altro nel corso dei secoli, nella cittadina in provincia di Latina rimane una lingua che non può essere assimilata agli altri dialetti laziali. Il dialetto casertano, ma anche quello napoletano, si evidenziano in alcuni termini, senza tuttavia condizionare l’intera parlata, mentre rimangono anche alcune caratteristiche fonetiche molto simili ai dialetti pugliesi e molisani. Questa mescolanza di termini, accenti e significati, rende il dialetto di Sperlonga unico, anche se difficilmente comprensibile al di fuori del borgo.

Post Author: Danila Bronico

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