San Benedetto Po e i suoi monasteri

San Benedetto Po e i suoi monasteri

San Benedetto Po, conosciuto nell’antichità come San Benedetto in Polirone, si incentra sull’abbazia benedettina, posta in zona strategica vicino all’incontro dei fiumi Po e Lirone, e soppressa da Napoleone nel 1797, per essere successivamente ricostruita.

A fondare il monastero fu Tedaldo di Canossa nel 1007, ma un apporto fondamentale arrivò da Matilde di Canossa, che, dopo qualche decennio, decise di donare l’abbazia a Gregorio VII, che avviò un’opera di unificazione con il monastero francese di Cluny.

Dell’antico complesso, distrutto alla fine del XVIII secolo dalle truppe napoleoniche, rimane solo una ricostruzione, oltre alla chiesa abbaziale, che contiene anche la Biblioteca Civica di Mantova.

La storia e la natura sono gli elementi principali della cittadina lombarda, che unisce secoli di arte e cultura con un ambiente naturale unico e originale, con tratti di aperta campagna intervallati da corti secolari, abbazie antiche e oratori.

L’ingresso di San Benedetto è costituito dall’entrata del monastero, che si mantengono ancora nella loro configurazione originaria.

Nel chiostro del monastero sono evidenziati alcuni dei periodi più intensi per la ricostruzione e la riprogettazione urbanistica della cittadina mantovana: si parla soprattutto dello scalone seicentesco e della parte superiore del chiostro, risalente alla fine del XV secolo.

Il Museo Civico Polironiano, ospitato negli ambienti dell’antico monastero, è uno dei musei etnografici più ricchi e documentati d’Italia, con un numero molto elevato di testimonianze che ripercorrono la tradizione contadina e la vita quotidiana di un paese e dell’intera area a sud del fiume Po.

Il Chiostro di San Simeone è il più caratteristico fra i tre chiostri presenti a San Benedetto: datato 1465, presenta uno stile tardogotico molto curato, con vari affreschi dello stesso periodo che completano le lunette, e che sono riconducibili a pittori fiamminghi.

Il Chiostro di San Benedetto, invece, dedicato al santo patrono, risale al 1450, quando venne ricostruito sulla base originaria per volere di Guido Gonzaga; attualmente è incorporato nella basilica come cappella sinistra.

Oltre all’aspetto culturale, anche la natura trova il suo spazio a San Benedetto Po, con un’oasi naturale molto estesa e ricca di specie animali protette.

Tipici del luogo sono il lambrusco, il parmigiano reggiano e le tagliatelle, realizzate spesso artigianalmente nei pastifici del posto.

Post Author: Cristina Baratti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *